La Chiesa dei Presepi


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LA CHIESA DI SAN GIOVANNI

Non c’è chiesa più adatta ad un’esposizione di presepi di quella di San Giovanni ai piedi della collina, all’inizio della Collada.
Il presepe è la rievocazione della Natività del Divin Bambino nell’umiltà di un luogo di campagna, un sacra rappresentazione attribuito a San Francesco e legata ai ricordi dell’infanzia.
La Chiesa di San Giovanni, una volta inserita nel complesso francescano dei frati del Terzo Ordine, ed ora discretamente appartata, rievoca le funzioni mariane di un tempo e la festa di celebrazione di nozze, oggi.
E’ uno dei luoghi d’arte e di fede che il borgo conserva e offre al visitatore interessato con le pitture recuperate e con gli stucchi ancora conservati. Lo sguardo coglie subito, nella semplicità dell’interno, le cappelle frontali e quelle laterali, la navata centrale. Lo sviluppo orizzontale crea uno spazio luminoso che permette di abbracciare l’insieme.


La cappella più interessante è indubbiamente quella a destra del presbiterio, a sinistra per chi entra e guarda l'altare. È la più antica. La datazione è scritta nella cappella stessa, 1467.
Nell’iscrizione si legge anche la data del 1658, anno in cui la Madonna concesse particolari grazie che vengono menzionate dal padre Provinciale Pompeo Melzi.
È dedicata alla Vergine che è ora affiancata dalle statue di San Zeno e di Santa Cristina. Il culto di questi santi, non più attuale nel luogo, indica l’antichità delle statue e della decorazione. Altra data è il 1660 segnata nell’arco del presbiterio, dove sono evidenti la decorazione a stucco e lo stile dell’epoca nell’immagine del santo dedicatario.
San Giovanni Battista è raffigurato nella simbologia tradizionale: vestito di una pelle che gli cinge i fianchi, e con l’agnello. Lo sguardo fisso è quello del precursore, cioè di colui che guarda al futuro, che annuncia la prossima venuta del Messia.

La chiesa venne costruita nel complesso dell’ospedale di San Giovanni, (ospedale come luogo di ospitalità) dai Padri Francescani del Terzo Ordine e venne consacrata nel 1510. Alla chiesa si accedeva attraverso un ponte che passava sopra un fosso colatore che scendeva dalla collina, passava sotto la casa dei Gallotta e girava verso la via del Fosso (Contrada del fosso, oggi Via Pasino Sforza).
Non è accertato quando i religiosi preso possesso del luogo, ma all’epoca della loro venuta l’antico ospedale, documentato alla fine del Trecento, era in rovina. I suoi resti erano ancora visibili all’inizio del Seicento.
Il convento dei francescani venne terminato ai primi del Settecento.


Il 600 vide a San Colombano, come altrove un’intensa attività edilizia dei luoghi di culto. Sono dello stesso periodo la chiesa della Madonna dei Monti, la Chiesa delle Orsole (oggi scomparsa), la cappella del Lazzaretto. Il nucleo più antico della chiesa di San Giovanni è la cappella dell’Angelo Custode, oggi della Madonna. La distribuzione e la dedicazione degli altari seguì la devozione popolare.
Nella chiesa le funzioni erano officiate dai religiosi dell'ordine, ma era aperta al pubblico.
Il convento di San Giovanni Battista del terzo Ordine di San Francesco in San Colombano fu soppresso per decreto vescovile di mons. Andreani il 7 febbraio 1772. Il fabbricato con giardino annesso e suo circondario e i beni del convento furono messi in vendita il 13 febbraio 1772, ed acquistati da privati.
I terreni fatti lavorare in casa dal convento ed elencati nell'avviso d'asta avevano una superficie di 252 pertiche e 13 tavole. Gli altri terreni e proprietà, erano sparsi a San Colombano, a Borghetto, a Miradolo e assommavano in totale a 814 pertiche.

Della sua configurazione interna, grazie ai restauri fatti eseguire all’epoca del parroco Don Bruno Vignati, si può ricostruire una minima parte della decorazione pittorica che doveva seguire il modello della chiesa di San Francesco a Lodi.

Anche la tipologia del campanile, rammenta quello della chiesa di Lodi. La chiesa lodigiana conserva la ricchezza delle decorazioni pittoriche che illustravano le figure di santi e di Madonne anche nelle colonne della navata.

In San Giovanni, dopo le imbiancature e intonacature, susseguitesi per ragioni di pulizia e di manutenzione, dopo gli usi di caserma e altre funzioni che hanno coperto le decorazioni originarie, sono state riportate alla luce nella parte superiore sinistra della navata centrale alcune figure eseguite da artisti non ancora identificati.
Sono belle pitture di santi che potrebbero essere Sant’Antonio abate e un santo vescovo.

La Madonna col Bambino che porge il volume, cioè la striscia srotolata, rappresenta il legame tra il nuovo e antico testamento.
Le altre Madonne con Bambino sono nella parte decorata più anticamente, cioè nella cappella a destra del presbiterio. Nelle due cappelle della navata si ammirano ancora le decorazioni a stucco. In quella a sinistra di chi entra è conservata la Madonna addolorata, un’antica raffigurazione con manto nero di stoffa, che viene portata in processione il venerdì santo con Gesù morto e i segni della passione. L’Addolorata e i protagonisti del venerdì santo vennero trasferiti in San Giovanni dall’oratorio della Madonna del Lambro o da san Fermo, dopo la soppressione. Nella cappella a destra si venerano i santi Ludovico ed Elisabetta d’Ungheria.
I quadri ora appesi alle pareti hanno varia provenienza imprecisata e sono stati qui riuniti, come le vecchie panche e un confessionale della parrocchiale.

Clotilde Fino

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AGGIORNATO IL: 18 dicembre 2008

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